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LA STORIA DEL CINEMA 

ITALIANO

Il cinema italiano per molti è considerato come un’imitazione della produzione cinematografica prima francese, poi statunitense. Infatti, esso approda in Italia pochi mesi dopo la prima proiezione pubblica a pagamento dei fratelli Lumière svoltasi a Parigi il 28 dicembre 1895, protagonisti della nascita di questo nuovo mezzo di comunicazione e suoi principali promotori nella fase iniziale. Molti sono stati nel corso degli anni i vari generi che si sono succeduti.

Di seguito, viene presentata la storia del cinema italiano nel dettaglio, soffermandosi anche sui cambiamenti sociali e culturali delle varie fasi storiche.

 

I primi anni del cinema italiano: dalla nascita agli anni del grande successo (1896-1906)

È l’epoca dei primi fotogrammi impressi su pellicola e prodotti nelle principali città dell’Italia. Durano pochi minuti e sono dedicati a personaggi storici, a scene di vita quotidiana e ai piccoli borghi italiani. Sin da subito il cinema italiano ottiene un grande successo tra il pubblico. Nel giro di pochi anni, verso gli inizi del Novecento, nascono le prime sale cinematografiche, le prime produzioni italiane prettamente storiche e le prime case di produzione cinematografica.

 

Il cinema negli anni della Prima Guerra Mondiale (1910-1916)

Sono gli anni in cui il cinema italiano vede la sua massima espansione sviluppandosi anche a livello internazionale. Tra i primi successi cinematografici si ricordano Quo Vadis? (1913) e Cabiria (1914), film-celebrazione della romanità trionfante, le cui didascalie sono state scritte da Gabriele D'Annunzio.

Il cinema del periodo fascista (1920-1945)

Gli anni del periodo fascista sono quelli in cui il cinema italiano attraversa un momento di crisi a causa del cambiamento stilistico a livello cinematografico e della forte concorrenza a livello internazionale soprattutto hollywoodiana. Per far fronte a questo momento, vengono istituite varie fondazioni con lo scopo di controllare la produzione di film italiani ed esteri con appositi tagli e censure, fino alla caduta del regime.

Il cinema del neorealismo (1945-1955)

La nuova corrente artistica, nata con la fine della Seconda Guerra Mondiale, colpisce tutte le arti compresa la “settima arte”. Le scene filmografiche rappresentano la situazione economica e morale del dopoguerra italiano dando voce alle classi meno abbienti.

Le nuove correnti cinematografiche (1950-1980)

È il periodo in cui il tema centrale passa dal concetto di collettività, dove l’individuo è visto come membro della società, da cui dipende fortemente al concetto di individualità, concentrandosi principalmente sul singolo individuo e il suo rapporto con la società. Inoltre, vengono affrontati temi politici e sociali, con lo sviluppo dei cosiddetti film inchiesta. Le principali correnti cinematografiche che si sviluppano negli anni seguenti al neorealismo sono il cinema d’autore, la commedia all’italiana, il cinema sociale e politico e il cinema d’animazione.

Il cinema di genere italiano (1960-1990)

A partire dagli anni ’60, oltre alle correnti cinematografiche su citate, si sviluppa anche il cinema di genere destinato poi ad affievolirsi nei decenni successivi, in particolar modo negli anni ‘80, a causa di una grave crisi che colpisce tutto il cinema italiano e l'affermazione della televisione commerciale, per poi scomparire del tutto a metà degli anni ’90 con l’emergere di nuove personalità cinematografiche che raggiungono in breve tempo fama e notorietà e con lo sviluppo di un piccolo filone cinematografico di derivazione neorealista, denominato Nuovo neorealismo, contaminato da tematiche civili aderenti all'attualità, come le stragi mafiosi siciliane o la violenza delle tifoserie calcistiche. Gradualmente riprende quota anche la commedia, anch'essa rivisitata con temi e stili contemporanei.

Il cinema ai giorni nostri

Con l'arrivo del nuovo millennio l'industria cinematografica ritrova parzialmente stabilità e riconoscimento critico. In questi anni si assiste ad un graduale ritorno al cinema d’autore e al cinema comico, con i c.d. cine-panettoni. Dopo una profonda crisi economica che colpisce molti settori industriali, tra cui quello cinematografico, negli anni 2008-2009 il cinema italiano torna alla ribalta internazionale nel 2012 con la vittoria dei Fratelli Taviani al Festival di Berlino che conquistano l'Orso d'oro con il film “Cesare deve morire”. Negli ultimi dieci anni, il mondo del cinema vede un parziale rilancio del cinema di genere, da lungo tempo sottostimato dalle case di produzione.

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